RITORNO ALLA RAGIONE

 

Ancora una volta si è scatenata la canea degli ambientalisti contro gli operatori economici rei, dopo aver pazientato per otto anni, di aver tentato di richiamare l’attenzione di Amministratori e cittadini sull’inadeguatezza della Fascia Blu quale strumento di disciplina del traffico e sugli effetti, perversamente dirompenti, che la stessa ha avuto sul tessuto produttivo e sulle relazioni interpersonali dei cittadini tutti.

Occorre riconoscere che l’adozione della “Fascia” fu un “delitto annunciato”; infatti fin dal 20 giugno 1979 la Commissione Trasporti e Traffico dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma così segnalava alla Giunta Capitolina... “Dovrebbe essere pertanto chiaro anche alle Autorità “competenti” che è indispensabile costruire strutture di parcheggio, iniziando da una programmazione circostanziata delle necessità e delle possibilità esistenti relative al capitale privato.

Nel lontano 1965, l’allora dirigente tecnico della XIVa Ripartizione del Comune fece redigere un piano di parcheggi che utilizzava in primo luogo proprietà comunali ed in secondo luogo le altre, indicando per ciascuna di esse quanto la costruzione di parcheggi sarebbe stata utile e redditizia.

E’, infatti, da sottolineare che i parcheggi devono essere realizzati attraverso un ciclo economico positivo, poiché diversamente non si avrebbe in pratica possibilità alcuna di intervento. Ciò non significa che si debba lasciar mano libera all‘iniziativa privata, anzi è indispensabile un rigido controllo delle localizzazioni, delle specifìche capacità di sosta e delle tariffe, attraverso adeguate convenzioni con l’Amministrazione Comunale.

Si tratta in sostanza di una inversione di rotta, rispetto alle sistematiche risposte negative dell‘Amministrazione capitolina di fronte alle relative richieste di licenze per impianti di parcheggio da parte di privati.

L ‘esperienza internazionale dimostra infatti che non esiste ancora una città al mondo che abbia parzialmente o totalmente risolto i suoi problemi di circolazione senza aver costruito parcheggi.

In caso contrario, l’alternativa sarebbe quella o di congestionare le strade sia per il privato che per il mezzo pubblico o di comprimere la mobilità dei cittadini.

In ambedue i casi, però, il risultato che si ottiene è la decadenza economica ed ambientale della città”.

Si preferì, invece, adottare la politica del divieto, dell’esclusione indiscriminata dal Centro dei cittadini e ciò anche sull’onda di un “verdismo” fanatico che bollava con il marchio dell’infamia chiunque facesse appello alla ragionevolezza ed alla competenza professionale.

Mentre in ogni altra città europea gli ambientalisti partecipavano alla elaborazione dei piani urbanistici armonizzando sapientemente le esigenze ecologiche con quelle del vivere quotidiano, da noi i “Profeti dell’apocalisse” criminalizzavano tutto e tutti in difesa di un ideale modello di vita utopistico quanto anacronistico.

Come sempre accade nel “Bel Paese”, ebbe ragione chi più urlò e oggi ne scontiamo le amare conseguenze!

Gli Operatori economici, siano essi commercianti o professionisti, chiedono il ritorno alla ragione; sono pronti a collaborare ma altrettanto pronti a difendere il loro diritto a vedersi amministrati secondo modelli di governo scevri di integralismi di ogni sorta.

Auspichiamo che l’incontro di oggi del Coordinamento Centro, di cui la nostra Associazione fa parte, ed il Vice Sindaco Tocci segni l’inizio di un nuovo corso che restituisca ai romani TUTTI il diritto ed il piacere di vivere la città e di liberamente lavorarvi.

 

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