VIVA FRANCESCO

 

In questa seconda parte delle nostre riflessioni su Rutelli, dopo aver scritto dell’anticomunismo di cui ha dato concretamente prova, cosa che non sembra preoccupare minimamente Veltroni, non possiamo fare a meno di affermare che tra lui ed Amato non può esservi gara alcuna.

E’ innegabile, infatti, che i politici - quando eletti - siano la personalizzazione anzi la sommatoria personalizzata della maggioranza delle identità che costituiscono il corpo elettorale.

Orbene, poiché la più parte degli italiani è convinta che la sincerità, la coerenza, l’onestà intellettuale e la capacità congiunta alla preparazione siano in politica dei NON vaIori, come si può pretendere che il serio, capace e preparatissimo Amato la spunti su Francesco il Piacione?

La riprova della giustezza della nostra tesi è fornita dall’entusiastico appoggio alla candidatura Rutelli dato da quel fine conoscitore di masse che è Mastella.

Se fossimo in Berlusconi cominceremmo a preoccuparci!

Inoltre ci sembra inutile iniziare ora a frugare tra i panni sporchi della sindacatura Rutelli; chi in questi anni avrebbe dovuto farlo ha dato prova di una tale svogliatezza od incapacità che ha spinto, più volte, i romani a chiedersi se esistesse o meno un’opposizione in Campidoglio. Anche se qualcosa si trovasse la si dovrebbe far passare attraverso il fuoco di controbatteria di due formidabili corazzate, la Repubblica ed il Messaggero, che da sempre hanno costituito, nel mare dell’opinione pubblica, il migliore e più valido strumento di affermazione dell’immagine virtuale e piaciona di FRANCIASCO.

E’ per questo che noi, bravi italiani, annusando l’aria diamo, come faranno i più, la poppa al vento e, prima che sia troppo tardi, gridiamo - ancora una volta e a squarciagola - VIVA FRANCESCO.

(2° parte)

 

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