“...VELENI DA TRENTAMILA FURGONI AL GIORNO...”

 

Così Repubblica del 3 Ottobre sottotitola il pezzo di Romana Liuzzo che, in cronaca di Roma, come è sua abitudine corre in soccorso di TOCCI con le solite due colonne che sembrano uscite, pari pari e fresche fresche, da una PRAVDA rediviva. Sfugge al titolista del quotidiano che ha nell’ingegner De Benedetti - noto pastorello in Arcadia - il proprio azionista di riferimento, che parlare di veleni sparsi dagli autoveicoli di servizio, peraltro tutti catalizzati, degli operatori economici del Centro Storico equivale a calunniare migliaia di imprenditori (che pagano mensilmente quasi centomila stipendi ad altrettanti dipendenti) facendoli apparire come distruttori dell’ambiente e nemici del POPOLO. Oppure la cosa è voluta? In tutti e due i casi riteniamo sarebbe opportuno che i “trentamila” ed i loro familiari, additati al pubblico ludibrio, incominciassero a chiedersi se sia o meno il caso di continuare a comprare Repubblica. Veniamo a TOCCI, il quale fatto riferimento al solito studio della STA (quella, per intenderci, che ha supervisionato la realizzazione della linea tranviaria dell’OTTO con i marciapiedi più alti dei predellini delle vetture o i viadotti sotto cui non passano le carrozze) ha evocato il solito scenario apocalittico per giustificare la delibera 856 la cui demenzialità appare evidente. Il provvedimento in questione che limita a far tempo dal 1° gennaio 2000 e vieta del tutto a partire dal l° gennaio 2002, l’uso di autoveicoli per trasporto merci in conto proprio all’interno della ZTL (fascia blu) è di impossibile attuazione perché INCOMPATIBILE con lo svolgimento di qualsivoglia attività economica.

Sull’argomento Tocci non può aspettarsi nessun suggerimento se non quello di andare a farsi visitare le meningi! Ancora una volta il Vice Sindaco ricorre alla tattica di provocare una o più categorie di produttori per costringerli ad una trattativa fittizia il cui esito favorevole gli è assicurato, a priori, dalla partecipazione di questo o quel funzionario o dirigente di Associazione pronto ad accordarsi comunque o per consonanza ideologica o per tornaconto. Confcommercio e Confesercenti, CNA e Confartigianato questa volta incontrando TOCCI dovranno pretendere che la Delibera 856 venga REVOCATA; non si può, infatti, trattare su argomenti che attengono la libertà di impresa ed il rispetto delle leggi fondamentali che governano ogni processo economico. L’ex comunista, l’ex cassintegrato Selenia TOCCI può anche pensarla diversamente, ma spetta alle Associazioni professionali farlo ragionare e, se non ci riuscissero, hanno il dovere di denunciare all’opinione pubblica che la permanenza in carica del Vice Sindaco DIESSINO mette ormai a rischio la sopravvivenza delle piccole e medie aziende cittadine.

 

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