MEGLIO IL PURGATORIO!

 

Le esternazioni del Presidente regionale della Lega Ambiente ci costringono, ancora una volta, ad impiegare del tempo prezioso per confutare asserzioni apodittiche quanto estemporanee.

Secondo il Gubiotti il 30% dei bambini romani soffrirebbe di malattie dell’apparato respiratorio e, di conseguenza, liberare il Centro dal traffico e dallo smog sarebbe la via maestra per migliorare la qualità della vita.

Non sfugge a nessuno che il Centro, con una popolazione stanziale ormai scesa al di sotto delle centomila anime, non può comprendere il 30% dei bambini romani e che, quindi, viene meno il rapporto di causa ed effetto ipotizzato dal poco riflessivo Presidente.

Tuttavia se il dato del 30% fosse di per se stesso esatto, ci sarebbe da chiedersi perché mai occorrerebbe chiudere “solo” il Centro, abbandonando la rimanente parte della città ad un conseguente aggravio di traffico con ulteriori emissioni inquinanti.

Forse le affezioni respiratorie dei piccoli romani abitanti al di fuori delle mura Aureliane non hanno importanza?

Ci appare pietoso questo arrampicarsi sugli specchi per trovare comunque giustificazioni per l’adozione di misure urbanistiche - gabellate come indispensabili - a monte delle quali ci sono motivazioni ancora oggi oscure e solo in parte spiegabili alla luce dell’ideologia professata da chi le ha varate o mantenute nel tempo.

C’è stata, e lo dimostreremo, una spregiudicata manipolazione di dati e cifre che l’opinione pubblica - frastornata dagli apocalittici comunicati sull’inquinamento - ha metabolizzato senza che nessuno si prendesse la briga di verificarne la fondatezza.

I nostri problemi sono gli stessi che furono delle altre città europee e che hanno trovato soluzione con la creazione di isole pedonali, parcheggi, soste tariffate e percorsi a scorrimento veloce.

Sindaco Rutelli, Assessore Tocci,

la città ha bisogno di risposte valide sul piano tecnico e non di slogan sapientemente pubblicizzati o di manifestazioni di popolo  “spontanee” accuratamente organizzate.

Non chiediamo troppo; dateci una città ove, al pari delle altre in Europa, sia possibile lavorare, produrre e vivere. Al futuribile Paradiso che ci promettete preferiamo - siatene certi - un immediato, normale Purgatorio.

 

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