Roma, 12/11/09

 

IL TEMPO STRINGE!

 

     Prima delle ultime elezioni amministrative non avevo mai avvicinato Gianni Alemanno e, pertanto, la sua candidatura mi destò perplessità; pensai che Roma, ancora una volta, fosse stata oggetto di una pattuizione sotterranea fra contendenti che sembrava perpetuare una sorta di diritto di prelazione sull’Urbe in capo agli ex comunisti.

Ebbi modo poi, nel corso di una cena ristretta – eravamo se ben ricordo una ventina di commensali – di capire meglio chi fosse l’ingegnere Alemanno; mi colpirono dell’uomo la capacità di intuire subito gli aspetti fondamentali delle varie problematiche e la concretezza dei rimedi che andava ipotizzando, cose queste a cui Veltroni ci aveva disabituato.

     Nel mio piccolo mi spesi per l’elezione dell’uomo nuovo.

Oggi a quasi due anni di distanza, pur non pentendomi, incomincio a nutrire numerose e forti perplessità.

     I miei dubbi riguardano non il Sindaco ma alcuni componenti della sua Giunta.

Non è il caso, per il momento, di far nomi ma avverto la necessità di rilevare – denunciandolo -  l’appiattimento di alcuni assessori su certi poteri da loro presunti come “forti” con il conseguente scollamento della politica dell’Amministrazione da vasti strati della cittadinanza.

Commercio, mobilità e cultura appaiono ancora oggi governati con gli stessi criteri e, cosa forse ancor meno accettabile, con gli stessi “tecnici” che hanno fatto del veltronismo un autentico modello di garbuglio amministrativo.

     A che serve aver votato in un certo modo se poi tutto continua come prima e, spiace dirlo, a volte peggio di prima?

     Il Sindaco, ma soprattutto chi nel PDL ha la responsabilità delle strategie elettorali, devono rendersi conto dell’urgenza di una svolta.

     Avere allontanato le donnine ed i trans da certe strade cittadine o la riduzione, con l’ordinanza anti borsoni, dell’abusivismo commerciale non bastano ad assicurare il rinnovo di quel miracolo che è stata la vittoria del centro destra alle passate elezioni comunali.

     Non sta a me proporre soluzioni, ma mi si lasci dire che è necessario, quanto prima, dare prova di quella radicale discontinuità con il passato che i romani, votando per Alemanno, hanno detto di volere.

     Il tempo stringe! Se l’opportunità di buon governo che sembrava assicurata dal nuovo Sindaco venisse meno, non rimarrebbe che prendere sconsolatamente atto che ai Romani - alle prossime amministrative - converrà andare fuori porta piuttosto che ai seggi.

 

 

 

 

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