Roma, 16/11/09

 

CALI IL SIPARIO
 

La farsa, ridicola e lacrimevole ad un tempo, della bozza di Regolamento sulle autorizzazioni per l’attività di somministrazione, dopo quanto accaduto nel consiglio del I° Municipio di Venerdì scorso (il 13 del corrente mese), DEVE trovare fine.

Tutta la vicenda, originata dall’intenzione dell’Assessore Bordoni – politicante e per niente realistica – di trovare un’impossibile quadra tra le esigenze (sotto molti aspetti non infondate) dei residenti e quelle degli operatori della Somministrazione è destinata a naufragare per due motivi ben precisi: da una parte la formulazione del testo della bozza in contrasto, nelle parti maggiormente caratterizzanti, con il vigente Ordinamento e, dall’altra, l’atteggiamento di ostruzionismo, informato da spirito di parte, del Presidente del I° Municipio.

E’ indispensabile che qualcuno nell’Amministrazione (Sindaco dove sei?) prenda atto dell’accaduto.

Il rimedio non solo è semplice: è anche obbligato.

Occorre trovare il coraggio – che ai veri politici non dovrebbe mai mancare - di ricordare ai residenti che: “Summa Lex, summa iniuria

E, pertanto, redigere una nuova bozza, scarna ed essenziale, che faccia riferimento alle vigenti disposizioni di legge interpretate alla luce della giurisprudenza sin qui intervenuta.

Nello stesso tempo – va detto – è necessario regolare il mondo della somministrazione con norme esaustive e quindi trasformare il Regolamento per le sole autorizzazioni in un testo unico che preveda la disciplina delle nuove aperture in uno alle occupazioni di suolo pubblico e alle insegne; il tutto non prescindendo – assolutamente – dai criteri recati in materia della legge 21/06 nelle parti ancora applicabili dopo le note pronunce della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato.

Sul fronte dei residenti, la cui qualità di vita va salvaguardata senza, però, ledere la libertà d’impresa, verrebbe utile rinnovare l’ordinanza di divieto di consumo di alcolici sulla pubblica via che ha avuto effetto più che positivo.

Inoltre noi operatori dovremmo – anzi dobbiamo – come categoria elaborare un codice comportamentale a cui vincolare gli esercizi e chiedere la costituzione di un organo misto (esercenti, residenti, amministrazione) che svolga la funzione di osservatorio concretamente promuovendo, in caso di violazioni sanzionabili per legge, anche l’azione della vigilanza.

Altera non datur: padronissimo l’Assessore Bordoni di continuare sulla strada intrapresa; farà felici gli avvocati che intaseranno di ricorsi – tutti prevedibilmente vittoriosi – il TAR, NON riscuotendo, peraltro, la gratitudine dei residenti che, ancora una volta, si sentiranno gabellati.

Il Sindaco, naturale regista delle vicende amministrative romane, a questo punto ordini: CALI IL SIPARIO.

IL PRESIDENTE

 

 

 

 

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