Roma, 27/04/2010

 

LETTERA APERTA AD UNA AMICA GIORNALISTA

 

Cara Ilaria,

Ho letto il tuo pezzo (Corsera di oggi in cronaca di Roma) sui lavori della “Consulta” tenutisi ieri.

Premetto che della Consulta sono componente quale presidente dell’AOPECS e che, pertanto, non parlo “de relato” bensì di cose viste e sentite direttamente.

Orbene tutti, dico tutti, hanno dato all’AMA atto - nella seduta di ieri - del notevole impegno profuso nel portare avanti il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti nel Centro Storico.

Sono emersi dei problemi, inevitabili quando si è in fase sperimentale, che hanno formato oggetto di un ordine del giorno - votato all’unanimità dai componenti la consulta - che non contiene né  biasimo né condanna per l’operato sia dell’AMA che del Campidoglio.

Sai bene che la mia organizzazione ed io stesso non siamo mai stati restii a denunciare inefficienze od inadeguatezze imputabili a chiunque eserciti una pubblica funzione od una attività di interesse generale.

Ritengo però e tu – da quella eccellente giornalista che sei – ne devi convenire che la partigianeria non può far velo alla verità.

Considero la “Consulta del Commercio” un organo importante per la soluzione dei problemi che affliggono il Centro; vedere che i lavori della medesima vengono politicamente colorati per dar corso a polemiche di parte mi fa temere per il futuro di questa assemblea che – ne va dato merito a chi l’ha voluta – svelenisce la dialettica che da tempo contrappone residenti ad imprenditori.

Concludo, cara Ilaria, riaffermandoti tutta la mia simpatia e stima ed è per questo che mi permetto di rammentarti “Amicus Plato sed magis veritas” quale aurea regola per un mestiere, quello del giornalista, che dovrebbe registrare i fatti ma non crearli.

Con grande affetto

GUIDO

 


 

Si allega articolo, a firma Ilaria Sacchettoni, pubblicato in cronaca di Roma del Corsera del 27/04/2010

 

 

 

 

 

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