Roma, 01/07/2010

 

MALGOVERNO, INCARICHI & PREBENDE

 

Il sindaco Alemanno ha annunciato un aumento del 125% della tariffa per l’occupazione di suolo pubblico in centro storico che arriverebbe, scusate se è poco, a 450 euro per mq; ancora non l’ha detto ma sta preparando un’altra sorpresina anche per la TARI il cui pagamento verrà esteso alle superfici di suolo pubblico in concessione ai pubblici esercizi considerate, da oggi in poi, alla stregua delle superfici interne.

Il tutto mentre gli operatori di Piazza Navona e di altre Piazze storiche di Roma vengono fulminati da verbali redatti per presunte violazioni dell’Ordinanza sindacale 128/05 ravvisando, non si sa come, la Polizia Municipale inesistenti decadenze o revoche dei titoli concessori esibiti dagli esercenti; la situazione, farsesca perché lascia trasparire una sorprendente approssimazione nell’operato della vigilanza, è purtroppo tragica per le conseguenze che comporta per le aziende ed oramai, essendosi oltrepassato il punto di non ritorno, va messa nelle mani del giudice competente affinché i mandanti siano identificati e sanzionati insieme agli esecutori.

Analoga considerazione va fatta per la voluta inerzia dei responsabili, politici ed amministrativi, dello VIII dipartimento (politiche produttive) nel promuovere la rimozione dall’ordinamento comunale delle delibere di giunta 528/05 e 139/06 che dispongono in modo diametralmente contrario alle regole, in materia di suolo pubblico, recate dalla legge 21/06 e dal relativo regolamento di attuazione; anche in questo caso il magistrato sarà, a breve, chiamato a porre fine ad una situazione che vede attori principali l’assessore Bordoni, il suo Direttore ed il Presidente del I° Municipio.

Se sul versante della politica la situazione è decisamente sconsolante lo è altrettanto, anzi di più, su quello delle Confederazioni provinciali che inglobano le associazioni di categoria.

Apriamo gli occhi!

Al vertice delle Confederazioni sempre più spesso vi sono uomini che, contemporaneamente all’incarico confederale, presiedono società partecipate dalla Camera di Commercio e dal Comune di Roma e/o della Regione o siedono nei consigli di amministrazione delle medesime; gli incarichi, tutt’altro che meramente onorifici, comportano lauti compensi e fringe benefits quali, ad esempio, l’auto di servizio con autista.

Occorre, a questo punto, porsi la domanda: Può un individuo che percepisce, mettiamo, 130.000 euro annui di compenso ed altri benefici accessori e che deve questo “status” al benvolere del Comune e/o della Regione, contrapporsi con la dovuta determinazione a queste Amministrazioni quando le medesime vulnerano diritti o legittimi interessi di intere categorie produttive?

C’è, inutile negarlo, un immanente conflitto di interessi anzi una sostanziale solidarietà d’interessi tra i vertici delle Confederazioni locali che rivestono, allo stesso tempo, incarichi societari per la cui assegnazione è necessario l’assenso di Comune e/o Regione e dei politici che, sia pure pro tempore, governano questi enti.

Appare strano che certa stampa, così pronta a dare dell’untore agli operatori commerciali della nostra città senza distinguo di sorta, ancora non si sia accorta di questa vistosa anomalia suscettibile, ciò non va sottovalutato, di alterare fino a falsare la necessaria dialettica democratica tra amministratori ed amministrati.

E’ per questo, forse, che eventi poco trasparenti e molto discutibili quali sono oggi, sotto il profilo amministrativo, economico e normativo, l’Estate Romana o certe manifestazioni pseudo promozionali, ricorrenti e targate, non suscitano gli interrogativi e le curiosità che meriterebbero.

Spetta a noi, allora, insieme a organismi di base quali – ad esempio - la neonata FEDERSTRADE di farci carico, nel perdurante letargo delle organizzazioni sedicenti maggiormente “rappresentative”, della tutela della miriade di aziende, artigianali o medio piccole, che tanto fastidio danno a chi del “potere” sta mostrando di avere una concezione del tutto errata.

Oltre alle previste e sopra indicate azioni di denuncia daremo vita a forme di disobbedienza civile, di resistenza passiva e non violenta ed a scioperi, anche della fame e della sete, affinché episodi di malgoverno come quelli denunciati siano portati a conoscenza dell’opinione pubblica non solo romana e stroncati una volta per tutte.

 

IL PRESIDENTE

GUIDO CAMPOPIANO

 

 

 

 

 

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