Roma, 28/12/2011

UN BLUFF DA VEDERE 

 

     Grazie a Repubblica che gli dedica sempre più spazio, il cosiddetto Coordinamento dei Residenti del Centro Storico (19 associazioni conclamate ad oggi mentre un tempo ne vantava di più) ha acquistato una visibilità tale da far nascere legittimi interrogativi su quale sia l’effettiva consistenza e, quindi, la rappresentatività reale della sigla; una sigla, occorre dire, che si è scelta il ruolo di Sancio Panza, un passo indietro al Don Chisciotte/Corsetti nella lotta di quest’ultimo contro i tavolini “al vento”.

     Da una parte, quella degli imprenditori, abbiamo le associazioni di categoria aderenti a Rete Imprese Italia (Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti e CNA) con una storia, una struttura ed una rappresentatività ben note, dall’altro canto c’è questa entità – quasi un ectoplasma - la cui consistenza non è ben definibile.

     Vien fatto di chiedersi su settanta mila odierni residenti in Centro Storico, quanti ne conti tra i propri iscritti il Coordinamento in questione; alle riunioni del sodalizio – tutte rigorosamente tenute in sale non particolarmente capienti – nostri amici, intervenuti per curiosità, riferiscono non aver mai contato oltre le cinquanta persone.

     A questo punto ci viene il dubbio che il Pd e, di conseguenza, il Presidente Corsetti stiano prendendo un abbaglio dando credito – per un evidente quanto poco nobile calcolo elettorale – a quello che potrebbe rivelarsi un bluff.

     Non sarebbe la prima volta che una sigla evocante “numero e potenza” come in effetti richiama alla mente il termine coordinamento, si sveli poi come un mero espediente da propaganda gobbelsiana, utile a celare l’intrinseca vacuità di una consorteria - magari elitaria - per nulla dotata del potere di rappresentanza che pretenderebbe avere.

     L’amministrazione di questa città, la complessa economia che ne forma la struttura portante, non possono essere ridotte a una partita a poker e, anche accadesse, sarebbe obbligatorio per giocatori seri e degni di questo nome – quali indubbiamente sono i politici nostrani d’ogni parte - non “passare” la mano ma “vedere” il bluff.

GUIDO CAMPOPIANO

 

 

 

 

 

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