Roma, 19/04/12

 

 

     Recependo e rilanciando il comunicato stampa del Consigliere Sequi sui Dehors/Edifici di Via Veneto, pensavo di aver buttato un sasso in piccionaia e mi aspettavo che qualcuno, nelle redazioni dei quotidiani così solerti a magnificare le gesta dei Paladini del decoro, preso da curiosità incominciasse ad occuparsi della cosa. Silenzio di tomba! Mi ha scritto, invece, una persona il cui nome, per un doveroso riserbo, non faccio. E’ un conoscente che stimo e che ha ritenuto doveroso fornire una prima risposta agli interrogativi sollevati da Sequi e da me condivisi.

     “Caro Guido, non so se ti arriverà questa mia nota, ma vorrei informarti che quella sui “dehors” di via Veneto è una battaglia sbagliata, che ti esporrebbe ad una brutta figura, perché essi sono stati autorizzati per mezzo di un accordo di programma. L’iniziativa, avviata e voluta da Rutelli e Minelli, era  finalizzata alla riqualificazione delle via che alla fine degli anni ’90, come certamente ricorderai, era piuttosto abbandonata a se stessa. Quindi essi, a meno di abusi successivi, sono regolari ed hanno certamente pagato il contributo dovuto all’Amministrazione per la loro realizzazione. Si può discutere sulla piacevolezza o meno degli stessi, ma certamente, all’epoca, hanno contribuito al rilancio, insieme ad altre iniziative giubilari, della via della ex “dolce vita”. All’epoca l’iniziativa venne apprezzata da tutti. Le critiche hanno tutte diritto di cittadinanza, ma dubitare della legittimità mi sembra un po’ eccessivo. Comunque Corsetti poco c’entra con tutta la vicenda.” Con la consueta stima ed amicizia.

     Ero e sono convinto che un’operazione come quella dei Dehors in Via Veneto, se non altro per la veemente reazione suscitata a suo tempo nei residenti e negli altri commercianti che vedevano le   proprie vetrine oscurate, una qualche foglia di fico amministrativa a copertura dovesse pur averla. Grazie al contributo dell’amico di cui sopra, oggi so che si è proceduto per “accordo di programma” ma, sia ben chiaro, gli interrogativi permangono.

     Occorrerà a questo punto accedere agli atti e verificare nel merito come si sono svolte le cose e se sussista o meno una situazione conforme al diritto oltre che sul piano formale anche su quello sostanziale.

     Debbo inoltre puntualizzare che non ho mai inteso attribuire a Corsetti colpe chiaramente non sue. Con altrettanta chiarezza voglio precisare che appare singolare che il Presidente del I° Municipio, impegnato fino allo spasimo a combattere ogni forma di illegalità e di degrado, non si sia mai posto egli stesso gli interrogativi - del tutto normali se non addirittura doverosi – che io ho sollevato.

     E’ per mettere sulla buona strada sia Corsetti che eventuali altri, quali la Consigliera Municipale NAIM che si è già attivata, che mi rivolgo al Consigliere Sequi affinché, come Presidente della Commissione Trasparenza, chieda anch’egli l’accesso agli atti per acquisire la documentazione necessaria a chiarire come mai siano potuti nascere senza licenza – nel centro del Centro Storico – dei manufatti edilizi che hanno incrementato a dismisura il valore di alcune aziende a scapito di quello di altre e quale utile ne abbia tratto e ne stia traendo il I° Municipio e la città intera.

     Rimaniamo in attesa, io e la Associazione da me presieduta, che il Consigliere Sequi ci faccia sapere.

 

GUIDO CAMPOPIANO

 

 

 

 

 

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