Roma, 26/07/2010

 

La buttano in caciara

 

Leggiamo su tre quotidiani di oggi - Messaggero, Corsera e Repubblica – infuocate dichiarazioni, del tutto infondate, rilasciate dal cosiddetto Coordinamento Residenti Città Storica e dalla consigliera municipale  NAIM in ordine alla bozza di delibera quadro sui pubblici esercizi.

Tutto nasce da una lettera (allegata) con cui alcune Organizzazioni di settore, a seguito dell’intervenuta concertazione, esprimono un giudizio – nel complesso positivo – sulla bozza di delibera di cui sopra.

Tanto è bastato per scatenare la rabbia dei soliti noti che non si sono peritati di scagliare una raffica di accuse prive di fondamento.

Il lavoro svolto dai consiglieri estensori della bozza di delibera quadro si è reso necessario – il Coordinamento ne prenda una buona volta atto – per ristabilire la legalità violata dalle norme comunali di settore, permanenti nell’ordinamento nonostante il sopraggiungere di leggi (regionale 21/06 e nazionale N°180 del 15/11/2011) che ne imponevano e ne impongono la revisione.

C’è da chiedersi chi, all’interno del Coordinamento e del I° Municipio, è contrario a che si adotti un provvedimento – come la bozza tanto contrastata in effetti fa - che elimini la discrezionalità degli uffici e l’incertezza del diritto con ciò impedendo il ripetersi di certi fenomeni di mala amministrazione di cui le cronache odierne non sono certamente avare?

Della NAIM non mette conto parlare; certe deliranti affermazioni meritano di essere confutate solo quando chi le profferisce fa mostra di essere disponibile ad usare il ben dell’intelletto!

E’ scoperto, comunque, il tentativo di intimidire, con devastanti conseguenze sulla civile convivenza, l’Amministrazione Comunale che sta dando, invece, prova di voler pacificare gli animi contemperando le esigenze dei residenti e quelle degli esercenti mediante l’adozione di una norma equa.

Il confronto e l’eventuale contrasto ad un provvedimento amministrativo non condiviso va fatto nelle sedi competenti e non avviando linciaggi a mezzo stampa.

L’urlo e l’invettiva sono propri di chi, ben sapendo quanto deboli siano i propri argomenti, non ha altro modo di farsi valere; a Roma ciò significa ….. buttarla in caciara.

 

Guido Campopiano

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