Roma, lì 8 aprile 2014

 

SINE IRA ET STUDIO

 

Mentre scriviamo questa nota, in Piazza S. Apostoli si sta svolgendo la manifestazione di protesta degli albergatori romani contro il cervellotico aumento della tassa di soggiorno proposto e voluto dall’Assessore Leonori.

         Costei ha ipotizzato anche il raddoppio del canone concessorio per le occupazioni di suolo pubblico nel centro storico, adducendo come motivazione la “miseria” che attualmente pagano i camion bar ed i caldarrostai.

         Orbene anche triplicando l’importo la “miseria” rimarrebbe tale sia per l’una che per l’altra categoria, mentre il paventato raddoppio per le aziende della ristorazione equivarrebbe ad una “mazzata” micidiale. L’Assessore Leonori è giovane e forse non sa che nell’ultimo quindicennio il canone per le occupazioni di suolo pubblico ha già subìto due raddoppi; il primo con la Lanzillotta assessore ed il secondo con Veltroni sindaco.

         Alemanno si è limitato (si fa per dire) ad un aumento del 35%.

Inoltre in centro, da sempre, il canone è di importo superiore ad altre zone, quelle periferiche, della città.

La verità è che, ancora una volta, pur di far cassa si penalizzano quei settori che, nonostante la crisi, ancora riescono a stare a galla.

Dicevamo “sine ira et studio” ed infatti ci stiamo sforzando di affrontare questa vicenda con animo scevro d’emozioni non nascondendo quanto difficile sia rimanere calmi di fronte a comportamenti irresponsabili dal punto di vista economico e controproducenti in termini politici.

Oltre tutto c’è dell’impudenza quando si afferma che le aziende concessionarie di spazi pubblici nella “zona più pregiata della città” debbono solo per questo “pagare di più”.

Le fotografie (cliccare qui) che sottoponiamo alla attenzione di chi legge sono state scattate su Piazza Navona, zona presumibilmente pregiata, in un giorno qualunque …... staremmo per aggiungere “di ordinaria follia”.

Il plateatico centrale è stracolmo di abusivi il cui numero, ormai, è superiore a quello dei visitatori.

Corre inoltre voce che esista un racket che avrebbe usurpato il suolo pubblico e che lo avrebbe parcellizzato in postazioni che verrebbero affittate agli ambulanti che, a loro volta, in cambio corrisponderebbero un canone mensile fisso ed una quota percentuale sui ricavi delle vendite.

Tutto normale Assessore Leonori?

La verità è che ci si rifiuta di prendere atto che ormai Roma come comune è tecnicamente fallito. Le misure da adottare sono altre ma, per bassi interessi di bottega elettorale, non si ha il coraggio di farlo.

Ed allora meglio dare addosso a chi, fino ad oggi, ha accettato sul groppone legnate su legnate senza mai reagire.

Invitiamo a leggere (cliccare qui) l’accluso articolo di Italia Oggi; forse è arrivato davvero il momento di dire basta ai balzelli e dar corso ad una ferma, determinata disobbedienza civile …... ovviamente SINE IRA ET STUDIO.

 

GUIDO CAMPOPIANO

 

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