Roma, 2 Febbraio 2015

 

C’E’ DEL MARCIO IN DANIMARCA

  

Di seguito riportiamo da Il Tempo di domenica scorsa:

 

 

Locali abusivi, fondate le denunce anonime

Le prime verifiche del Comune confermano: il 40% dei locali hanno occupazioni abusive

 

Spazi riservati ai tavoli esterni totalmente abusivi, arredi difformi, verande non autorizzate. La denuncia anonima fatta una decina di giorni fa da un gruppo di ristoratori e documentata con un cd pieno zeppo di immagini dei presunti abusi ha sortito i primi risultati. Dai primi 15 casi di locali del centro storico verificati dalla commissione capitolina al commercio è emerso che sei hanno occupazioni di suolo pubblico completamente abusiva, oltre ad arredi difformi. Poi c’è il caso di piazza Sant’Eustachio (segnalato anche da Il Tempo) dove l’occupazione del locale al civico 54 è autorizzata, ma la veranda che chiude interamente lo spazio riservato ai tavoli, no.

«Si tratta di dati a dir poco inquietanti che non possono lasciare indifferenti – è stato il commento del Presidente della commissione capitolina al commercio, Orlando Corsetti – ho informato il comandante dei vigili del primo gruppo e scritto una lettera al I Municipio e al sindaco Marino nella quale gli chiedo di destinare alcuni uomini del corpo alla repressione di questi abusi che sono stati denunciati in modo anonimo, ma che come abbiamo potuto verificare corrispondono al vero». I completamente abusivi sono locali che insistono in via dei Baullari, piazza San Callisto, piazza Accademia di San Luca, dove vige il piano zero, vale a dire nessuna possibilità di mettere i tavolini all’aperto, via in Arcione (piano zero anche questo), via del Lavatore e via Arco della Fontanella, angolo corso Vittorio Emanuele. «Non so se riusciremo a verificare tutti i casi segnalati nella denuncia anonima perché sono un centinaio e le risorse e i mezzi a nostra disposizione, pochi – prosegue Corsetti – ma da un rapido excursus delle immagini appare chiaro che in molti casi i locali hanno arredi assolutamente difformi e occupano con vasi e fioriere perfino porzioni di marciapiedi, come un locale di via Panico dove c’è un vero e proprio fortino a ricoprire lo spazio dedicato ai tavoli, che non si può non notare perché si trova proprio a ridosso del palo della zona a traffico limitato». Sulla questione è intervenuta anche la consigliera del I Municipio, Nathalie Naim. «Se la denuncia è circostanziata merita attenzione, soprattutto perché viene da un gruppo di ristoratori e quando un locale è abusivo fa concorrenza sleale a chi, invece, rispetta le regole. Vorrei segnalare l’importanza dei piani di massima occupabilità che servono per far rispettare le regole e che ci sono voluti anni per mettere nero su bianco. Oggi la commissione tecnica del Municipio è impegnata sulle osservazioni presentate quasi un anno fa dagli esercenti per non rispettare i piani». A proposito di osservazioni, l’assessore al commercio del I Municipio Jacopo Emiliani Pescetelli fa sapere che «su 76 presentate, ne sono state riesaminate 63. Di queste 40 sono state occupazioni riconfermate, 16 rimandate nelle commissioni tecniche per approfondimenti e 7 revisionate (modificate a favore degli esercenti, ndr).

 

Damiana Verucci

 

         La denuncia anonima di cui parla l’articolista era pervenuta anche a noi ma non l’avevamo rilanciata in attesa che chi di dovere ne riscontrasse o meno la fondatezza.

         Essendosi ciò verificato, ci sentiamo liberi di riportare il testo della denuncia anonima (ancorché veritiera):

 

 

Alla personale attenzione dell’On. Ignazio Marino

 

     On.le Sindaco, siamo un gruppo, molto folto, di ristoratori che hanno ormai esaurito la pazienza e che proprio per questo hanno deciso di scriverLe per denunciare situazioni non più tollerabili.

     Vorrà scusarci se non ci firmiamo; l’esperienza ci ha insegnato che farlo potrebbe renderci oggetto di ritorsioni come si è sempre verificato quando qualcuno di noi ha avuto l’ARDIRE di denunciare.

     Del resto le accludiamo le prove di quanto di seguito Le evidenziamo e, pertanto, starà a lei decidere se intervenire o meno.

     Nel nostro settore – non irrilevante nel panorama dell’economia cittadina – l’imparzialità dell’Amministrazione nel far rispettare le regole è INESISTENTE, anzi la regola aurea è ormai che la legge si “interpreta” per gli AMICI e si “applica” per gli ALTRI.

    Ci limitiamo a scrivere del più macroscopico dei favoritismi che quotidianamente dobbiamo subire.

    Lei sa che nel centro sono operativi da più di un anno i cosiddetti piani di massima occupabilità; orbene, dopo gli interventi sulle piazze storiche, lo stesso I° Municipio sembra essersi inspiegabilmente bloccato nell’applicazione dei PIANI.

    Il CD che le alleghiamo fotografa realtà che sono in contrasto con quanto deciso e reso operativo dal Consiglio Municipale.

    Ci sono zone ad “occupazione zero” che sono ancora “occupate” (le stesse zone per le quali l’Assessore Pescitelli si sta prodigando per una “revisione” dei piani) oltretutto con strutture – i cosiddetti trenini – e che rappresentano un autentico pugno nell’occhio (guardi l’occupazione di cui alle foto N°16 e 16bis del CD in Via di Panico).

    Ovunque sono proliferati poi dei divisori in metallo e perspex alti 3 metri e, quindi, totalmente contrari ad ogni norma, che trasformano le “occupazioni” in autentici locali aggiuntivi (nelle foto il fenomeno è ben documentato) senza che sia stato fatto alcun intervento di rimozione e ripristino.

    Ne consegue, Sindaco, che chi – godendo della “disattenzione” degli uffici e dei responsabili dei medesimi – usufruisce di una situazione illegittima di privilegio che gli consente di fare concorrenza sleale nei confronti degli imprenditori onesti che vorrebbero rispettare le regole.

Non solo i “controlli” sono meramente rituali (si fa l’accesso, si verbalizza – tanto per evitare l’accusa di omissione – e poi …… nulla consegue) ma vengono

anche reiterati “preferibilmente” sugli operatori in regola, letteralmente “martirizzando” questi ultimi.

     L’alibi è sempre lo stesso. scarsità di personale e rimpallo di responsabilità tra uffici e vigilanza.

     La verità è che un autentico sistema di controllo NON è mai stato organizzato né si intende organizzarlo lasciando così spazio all’arbitrio dei politici, degli uffici e della vigilanza.

     Potrebbe essere, inoltre, utile approfondire sulla proprietà dei locali “intoccabili”; tanto per fare un esempio il ristorante già citato di Via di Panico (foto 16 e 16bis) annovera tra i proprietari un pregiudicato per camorra non ignoto alle cronache e che possiede non meno di altri 10 locali nel Centro.

     Capisce bene, Sindaco, che stando così le cose operazioni di mera facciata come quelle su alcune piazze storiche risultano essere solo lo strumento e l’alibi per consentire al “Sistema” di proseguire indisturbato.

     Sta a Lei, garante della legalità cittadina, valutare questa nostra denuncia ed intervenire o meno; tenga presente – qualora decidesse di agire – che il pesce puzza dalla testa e quindi dovrà essere pronto a prendere atto di situazioni che potrebbero vedere implicata anche la Sua parte politica a livello di I° Municipio e di Commissioni Consiliari Permanenti.

     Ci siamo fatti di Lei l’idea di una persona onesta ed al di sopra delle parti; non ci deluda.

Roma, lì 26/01/2015

NOI DEL MONDO DI SOTTO

 

P.S.= le situazioni da noi fotografate sono del Novembre e del Dicembre ’14; ad oggi la situazione è ulteriormente aggravata stante l’assoluta mancanza di interventi della Vigilanza.

 

La documentazione fotografica allegata alla lettera denuncia   (allegato)

 

     Non sempre siamo stati d’accordo con il presidente Corsetti anzi, a dirla giusta, quasi mai.

     In questo caso, però, condividiamo la sua iniziativa così come ci sorprende la “riservatezza” del I° Municipio che in materia, ad oggi, è sembrato volere ignorare gli articoli di stampa (ne abbiamo contati almeno quattro) e la gravità delle cose denunciate.

     Quando parliamo di gravità lo facciamo a ragion veduta poiché la denuncia, anonima quanto si vuole ma veritiera nei fatti fin qui acclarati, parla di “disattenzione” degli uffici e fa riferimento a proprietà non sempre ineccepibili, sotto il profilo delinquenziale, di alcuni locali fino ad oggi risultati “intoccabili”.

     Così come emerge dalla denuncia che chi avrebbe dovuto farlo non ha MAI proceduto ad organizzare un sistema di controllo imparziale per restringere ogni possibilità di manovra ai politici ed agli amministrativi eventualmente disponibili a colludere con chi non intende sottostare alle regole.

     Non sono cose da poco e ci aspettiamo che il Sindaco Marino, a cui rinnoviamo la nostra stima personale, e la Presidente del I° Municipio, della cui probità siamo convinti, vorranno far luce sulla situazione di grave illegittimità e, lo diciamo consci della differenza semantica, illegalità che la denuncia degli operatori del settore evidenzia e documenta.

     Rimaniamo in attesa dei necessari sviluppi che, ne siamo certi, non potranno mancare.

 

 

IL PRESIDENTE

GUIDO CAMPOPIANO

 

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