Roma, 23 Febbraio 2015

 

O Marino o la Divina Provvidenza

 

         Il Consiglio del I° Municipio si è occupato in questi giorni della revisione dei Piani di Massima Occupabilità (PMO) per i Pubblici Esercizi del Centro e, proprio oggi, ha esaminato l’eventuale ed ulteriore estensione dei Piani al Tridente.

        A che serve?

        La domanda nasce spontanea a seguito della lettera denuncia al Sindaco Marino di un gruppo di operatori del settore, a noi pervenuta in copia per posta e che abbiamo rilanciato con una nota intitolata – allusivamente – “C’è del marcio in Danimarca” (cliccare e leggere):

        Dalla surrichiamata lettera denuncia emerge chiara l’incapacità della Vigilanza a svolgere il proprio compito. I vigili, dal canto loro, adducono come giustificazione – ignoriamo se fondata o pretestuosa – l’inadeguata organizzazione degli uffici, la carenza di organici e la penuria di fondi.

        Rileviamo che anche gli uffici del Municipio, specularmente, lamentano le stesse cose ogni qual volta si fa loro carico di un comportamento inerte.

        Il tutto, oggettivamente, si traduce in una licenza, per la maggior parte degli operatori, che consente loro di fare il proprio comodo senza temere alcun rigore.

        Sarà un caso, ma molti degli esercizi “fuori legge” sono tra quelli che la voce popolare dice essere di proprietà o comunque appartenenti a quello che a Roma viene ormai definito il mondo di mezzo e che, ovunque, viene indicato con altri termini quali camorra, ‘ndrangheta e mafia.

        Stando così le cose – fin quando Vigilanza ed Uffici non usciranno dalla palude che li immobilizza – strologare su nuove norme è inutile e potrebbe anche essere inteso come la solita “furbata” per annebbiare una realtà che dovrebbe invece essere, doverosamente e senza indugi, chiarita.

        Questo affannarsi a varare grida su grida che pochi rispettano, richiama alla memoria lo scenario dei Promessi Sposi: una Milano in cui la legge veniva fatta osservare a Renzo e non a Don Rodrigo, una città in cui i potenti – circondati dai bravi – potevano impunemente beffarsi di ogni regola.

        Il Sindaco Marino sta per girare la boa del secondo anno del suo mandato; è tempo per lui di dimostrare che oltre a sapere ben parlare è anche capace di agire.

        In caso di fallimento del Sindaco a raddrizzare questa situazione di illegalità diffusa dovrà pensarci la Divina provvidenza incarnata nel Dott. Pignatone.

 

IL PRESIDENTE

GUIDO CAMPOPIANO

 

 

 

APPELLO

 

        Chiediamo ai Media ROMANI (Stampa e blog) ed alle Associazioni dei Residenti e degli Operatori Economici di non lasciarci soli nella battaglia contro lo “sfarinamento” della nostra città.

        Annibale non è più alle porte, Annibale E’ oltre le porte, nella città, nelle strade, nelle vie, nelle piazze e nelle istituzioni.

 

 

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