A CHI GIOVA?

(2ª parte)

 

        Nell’accingermi a redigere la seconda parte di queste mie note debbo preliminarmente rilevare il dissenso manifestatomi dal Presidente dell’associazione, Guido Campopiano, per avere io usato “toni troppo forti”.

        Ciò fatto, senza entrare in tecnicismi quali i riferimenti ai contenuti delle delibere 104/03 e 119/05 che pur rappresentano le “linee guida” dell’azione di “pulizia etnica” che la giunta Veltroni ha lanciato contro la ristorazione romana, si deve prendere atto che ormai sono in gioco NON solo i locali del Centro ma quelli che operano in TUTTA la città.

        La rigida, volutamente rigida, interpretazione attuativa del nuovo codice della strada e la imperiosa esigenza di tutelare la “visione prospettica dei monumenti” stanno fornendo il presupposto giuridico per un’azione di “destrutturazione” di tutto il reticolo costituito dai pubblici esercizi cittadini che, in larga misura, chi più chi meno, dipendono dal lavoro svolto all’esterno con quel tavolino che è venuto di moda definire selvaggio.

        C’è da chiedersi perché mai un’attività produttiva tenuta in grande considerazione, per la sua rilevanza nell’economia cittadina, dalle passate amministrazioni venga oggi sottoposta ad ogni sorta di minaccia. Non so dare una risposta.

        Circola, però, la voce che si voglia creare una nuova società per azioni a cui affidare, sottraendolo alla gestione comunale, il suolo pubblico. La cosa non parrebbe inverosimile visto che analoga operazione si è compiuta per i parcheggi con la STA.

Se la notizia fosse vera molti tasselli andrebbero al loro posto; ci auguriamo, comunque, che la voce sia infondata considerato che il precedente della Sta si è rivelato fallimentare per le casse del Comune e si è tradotto in un autentico incubo per gli automobilisti romani.

(continua)

Il Segretario

Renato Morino

 

Replica il Presidente…

 

        Caro Renato,

        voglio essere preciso; non dissento da te quando denunci che la ristorazione romana è sotto schiaffo.

        Però, conoscendo personalmente Lobefaro che reputo essere persona intelligente, non condivido il tuo convincimento sui suoi presunti calcoli elettoralistici.

        Ragioniamo: gli operatori del settore in Centro sono 3mila e 30mila circa i loro dipendenti. Il coefficiente di “influenza elettorale” è pari a 5 per cui il potenziale di voti, sia pure disseminato per la città, è di 165.000. Ammettiamo che Lobefaro in forza della politica che gli attribuisci, possa ottenere un successo personale nel I° Municipio, ciò andrebbe a scapito – nel voto per il Comune – al partito in cui Lobefaro milita, che si vedrebbe penalizzato nel voto dai 165.000 elettori a cui il presidente del I° Municipio ha pestato i piedi.

        Pur non conoscendo personalmente Veltroni, ritengo il mio ragionamento ancor più valido nel suo caso.

        Tutto qui! Per il resto sei libero – come sempre – di manifestare le tue opinioni e mi troverai al tuo fianco ogni volta che farai tuo il principio: “Amicus Plato sed magis veritas”.

        Con l’affetto di sempre

        Guido

 



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