La nota di Marforio*

                                     

26.VI.2008

 

 

  

CHI SORVEGLIERA’ I SORVEGLIANTI ?

 

L’amico Guido Campopiano mi ha dato, stamane, un resoconto di prima mano avendo egli, ieri, partecipato come delegato all’assemblea annuale Confesercenti.

La stessa assemblea, per intenderci, in cui il Cavaliere ha attaccato – tra fischi, tanti ed applausi, tantissimi – quei magistrati politicizzati che – a suo dire – vorrebbero con accuse infondate ed una condanna precostituita sovvertire il risultato elettorale.

         Chi come me è stato fin da bambino abituato ad avere un reverenziale rispetto delle tre figure pilastro della società borghese quali l’ufficiale, il sacerdote ed il magistrato, ha fatto e fa ancora fatica a considerare “eversori” i PM ed i giudici.

         Debbo tuttavia prendere atto che settecentottantanove procuratori sguinzagliati ovunque ad annusare le tracce lasciate dal Cavaliere e migliaia di udienze tenute per celebrare processi tutti finiti in nulla, qualche dubbio me lo creano.

         Tanto più che nel frattempo ho, abbiamo, assistito a clamorose scarcerazioni per decorrenza dei termini di pericolosissimi e sanguinari Capimafia od al reintegro di ladri – teleripresi nel corso dei loro misfatti – nel posto di lavoro con relativo stipendio.

         Per non parlare della singolare inerzia di numerosi uffici giudiziari quando si tratta di perseguire illeciti che sono presumibilmente ascrivibili ad esponenti politici di “sinistra”.

         Che la giustizia, cieca per definizione, sia in via di miglioramento clinico? Ammesso che stia riacquistando la vista, sfugge alla mia comprensione perché mai tenga gli occhi fissi a quelli che PM e giudici, rovistando nel pattume berlusconiano, scambiano per gravi indizi di reato pur essendo in realtà banalissimi torsoli di broccolo.

         Lascio d’un canto il Cavaliere per venire all’argomento di questa mia nota.

 Un tempo si diceva: Chi tocca la milizia avrà del piombo.

         Oggi sempre più spesso si sente ripetere: Tocca i magistrati e finirai in Tribunale se non in carcere.

         Ne sanno qualcosa i guardasigilli che da Martelli in poi hanno voluto dare una regolata all’unico tra gli ordini a cui i padri costituenti, con singolare quanto atipica imprevidenza, hanno conferito uno smisurato ed incontrollabile potere.

         La nostra Costituzione prevede un Presidente della Repubblica “formale”, un Presidente del Consiglio dei Ministri “debole”, un Parlamento “sovrano” ed un ordine giudiziario “indipendente”.

         Orbene a me sembra non accettabile che quest’ultimo utilizzi la propria indipendenza per condizionare l’opera dei parlamentari onde influenzarne l’attività legislativa.

         Proprio questo, va detto, è ciò che sta accadendo con il parere negativo – irrituale perché NON richiesto dal Ministro di Giustizia – che la VIª sezione del CSM sta per riversare sulla norma “salva processi” voluta dal Parlamento e sin qui liberamente votata dal Senato.

         Occorre infatti rammentare che i magistrati sono comunque soggetti alle leggi e che, pertanto, ogni loro iniziativa mirante a condizionare o regolare il libero sgorgare delle norme dalla fonte legislativa assume valenza indebitamente modificativa dell’architettura istituzionale/costituzionale.

         Eversione o Sovversione? Personalmente ritengo che non siamo ancora in presenza né dell’una né dell’altra.

         Siamo, però, arrivati al punto in cui non è più procrastinabile chiederci chi debba sorvegliare i sorveglianti.   

 

 

 

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