La nota di Marforio*

                                     

09.IX.2009

 

DELLE DUE L’UNA!

 

Apprendo dall’amico Campopiano la vicenda del “Regolamento per il rilascio delle autorizzazioni amministrative in materia di somministrazione” la cui redazione è stata curata dall’Assessorato retto dall’On.le Davide Bordoni.

Sembrerebbe, relata refero, che il provvedimento motivato dall’esigenza di adeguare il regime autorizzatorio della somministrazione romana alle vigenti norme di legge (leggasi “Bersani”), sia stato scritto in modo tale da sostanzialmente eluderle se non addirittura violare le medesime.

Non sarebbe la prima volta che – senza alcuna distinzione di parrocchia – i politici che si sono succeduti alla guida dell’assessorato di Via dei Cerchi hanno fatto sfoggio di gesuitica ipocrisia nella elaborazione di norme che, nominalmente varate con finalità di pubblico interesse ed in ossequio all’Ordinamento, finiscono poi per rivelarsi “ad usum delphini”.

La vicenda del Regolamento, anche se inspiegabilmente ignorata fino ad ora dai media, sta sollevando numerosi interrogativi fra quanti, addetti ai lavori o destinatari potenziali della norma in questione, hanno dovuto o voluto approfondire la vicenda che, a prima vista, non appare affatto commendevole.

A me, per quanto estraneo alla materia,  appare evidente che una domanda a cui trovare prioritariamente risposta sia la seguente: l’On.le Bordoni si è reso conto o no che nel Regolamento venivano inserite norme in contrasto con la vigente normativa nazionale di settore e con la relativa consolidata giurisprudenza?

Delle due l’una! Da parte mia voglio escludere che l’Assessore Bordoni abbia scientemente indicato linee guida tese a violare il principio di legalità; preferisco ritenere che non sia stato in grado – ignoro i motivi – di supervisionare il lavoro degli estensori dell’atto in questione.

Appare indispensabile, comunque, che sulla conformità o meno all’Ordinamento dell’emanando Regolamento si esprimano “in primis” l’Avvocatura Comunale ed il Segretario Generale per evitare futuri contenziosi che potrebbero essere di competenza non esclusiva della giurisdizione amministrativa.

Ciò detto ritengo necessario che non debbano più verificarsi (incombe il Regolamento OSP) episodi simili che non rafforzano certo la fiducia dei romani – operatori e residenti – nei loro amministratori.

Sindaco, capisci a me!

 

 

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