La nota di Marforio*

                                     

30.X.2007

 

 

 

Ex nulla re, nihil

 

         Sfoglio svogliato l’ultimo numero di Panorama. A pagina 65 all’improvviso lo shock anzi il botto: “sono io la voce di Veltroni” dice un signore che occhieggia da una foto che lo ritrae in Campidoglio con alle spalle l’inconfondibile statua equestre di Marco Aurelio.

         Mi levo gli occhiali, pulisco le lenti, reinforco e basito leggo: “… Claudio Novelli da nove anni scrive i discorsi del Sindaco di Roma”. Dall’articolo si apprende che il ghost writer si è occupato e si occupa di redigere anche le prefazioni che il Sindaco di Roma concede con generosità (ad oggi più di 500).

         A questo punto mi son detto: “Vuoi vedere che ‘sto Novelli gli scrive pure i romanzi e Veltroni si limita a firmarli”.

Per spiegare la mia meraviglia occorre dire che a quanti fino ad oggi si sono chiesti come mai uno, che per titolo di studio può vantare un diploma di operatore cinematografico, sia stato e sia in grado di scrivere con la scorrevolezza necessaria a farsi leggere, il Walter “autore” ha sempre risposto, con grande naturalezza, che il suo è un caso di talento genetico trasmessogli dal padre che, in vita, è stato un ottimo giornalista.

         Mai una parola sull’esistenza di un “negro” né un cenno di gratitudine o di riconoscimento per questo Novelli che – considerata l’alluvionale produzione pubblicistica fin qui attribuita esclusivamente alla penna del neo segretario PD – deve essersi fatto un mazzo così.

         Veltroni, il politico Veltroni, non mi convinceva prima ed ancor meno mi persuade dopo questo episodio; ricordare la favola esopea del corvo che veste le piume del pavone sarebbe trito e banale.

         Occorre invece che tutti ci si chieda, prima ancora quanti hanno riposto le loro residue speranze nel nuovo PD, se il Sindaco di Roma possa realmente essere lo statista in grado di svolgere la missione salvifica per il Paese di cui lo accreditano protagonista quei media, posseduti dai palazzinari romani, che dal niente hanno creato quel nulla politico che, giorno dopo giorno, si rivela essere Veltroni.

 

 

 

*Chi è Marforio?

E’ la statua che, insieme a quella di Pasquino, dà voce da secoli al malumore di noi romani.

Il “nostro” Marforio, fatto di carne ed ossa, si definisce un “vecchio arnese di redazione che, per quasi dieci lustri, ha dovuto appuntire il calamo come meglio 'aggradava' alla proprietà”.

Ormai in pensione ci ha chiesto, quasi fosse desideroso di riscattare così mezzo secolo di compromissione, di metterlo in condizione di esternare, da oggi in poi e senza alcuna censura, le proprie opinioni.

Per nostra natura non potevamo tirarci indietro e non l’abbiamo fatto pur sapendo che “veritas odium parit”; vorrà dire che ci faremo qualche nemico in più.

Il Presidente

 

 

 

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