La nota di Marforio*

                                     

11.XII.2007

 

 

 

L’IMPROBABILE IRCOCERVO

 

 

Melina, pura melina; è chiaro, infatti, che il Cav. e W mirino ormai al sodo, vale a dire al referendum che trasformerà l’attuale bipolarismo imperfetto in un bipartitismo “quasi” perfetto grazie anche ad alcuni ritocchi dei regolamenti parlamentari.

L’ircocervo, il Veltrusconi, non è nato e non nascerà mai. Troppo diversi i due pronubi anzi decisamente incompatibili.

Il primo, l’uomo di Arcore, può vantare una serie senza fine di successi frutto del proprio ingegno, della propria bravura imprenditoriale non disgiunti dalla necessaria capacità di calcolo e di simulazione che il mondo degli affari e quello della politica richiedono.

L’altro, er mejo fico der bigoncio del centro sinistra, viene dal vivaio della FGCI o meglio è uno dei “prescelti” che la nomenclatura del partito riservava a grandi compiti. Non può dirsi che le aspettative si siano realizzate; l’uomo, infatti, è stato definito “un incapace di successo”. E’ straordinario come – pure essendosi lasciato alle spalle rovine fumanti in ogni incarico ricoperto – sia riuscito a darla a bere a tutti.

Il mistero forse risiede nel fatto che essendo un operatore cinematografico con tanto di diploma, gli riesce benissimo combinare luci ed ombre per dare della realtà la rappresentazione che meglio gli si confà.

Oggi, poi, che può contare su un elefantiaco ufficio stampa pagatogli dal Comune (ed aggiungo io dai contribuenti romani) non c’è verso di far venire a galla una sia pur microscopica critica sulla stampa e gli altri media locali tutti monocordi nel lodarne la grande bravura e l’eccezionale carisma.

Berlusconi nella sua foga anticomunista ricorda un domenicano dell’inquisizione, Veltroni con la sua sdolcinata mitezza fa venire in mente quei gesuiti, spietati nei rancori, che affogavano i loro nemici nel miele della propria ipocrisia.

Volete che persone così diverse possano stare insieme? A me pare proprio che sia impossibile. Hanno stipulato, questo sì, un armistizio temporaneo che fa comodo ad ambedue per mettere ordine nei propri accampamenti e ciò con i modi che sono congeniali a ciascuno; irruento e determinato il Cavaliere, ambiguo e reticente il leninista che “non è mai stato comunista”.

Vedrete che con il nuovo anno riprenderanno le ostilità e nell’arena a battersi ci saranno il mirmillone Berlusconi contro il reziario Veltroni.

 

 

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