La nota di Marforio*

                                     

04.II.2011

 

La farsa della CLASS ACTION

 

     Da qualche tempo leggo, nella cronaca cittadina del Corsera e di Repubblica, l’intenzione di tal Santovincenzo di promuovere una class action sulle occupazioni di suolo pubblico nei confronti – non è ben chiaro – del I Municipio o del Comune.

     La cosa comincia, francamente, ad annoiare; il tizio in questione farebbe bene a proporla, sul serio ed una buona volta, questa azione di tutela piuttosto che continuare ad agitarla come uno spauracchio per influire su decisioni di organi istituzionali che dovrebbero essere lasciati liberi di governare, senza tentativi di condizionamento da parte di chicchessia.

     La vicenda di serio ha ben poco; lasciamo da un canto il protagonista chiaramente affetto da sindrome di astinenza di notorietà e veniamo agli altri attori della farsa.

     Ne escono male innanzi tutto i quotidiani che fanno da megafono, ingigantendola, ad una minaccia di azione giudiziaria la cui fondatezza è tutta da verificare e che, nei tempi e nei modi in cui viene prospettata, sa tanto di fanfaronata.

     Nemmeno i politici, della maggioranza e dell’opposizione, ne escono bene.

Dare la sensazione di essere comunque condizionabili da chiunque minacci sfracelli giudiziari senza mai porli in atto, autorizza da oggi in futuro qualsiasi azzeccagarbugli ad intervenire – facendo la voce grossa – nel governo della città.

     Mi aspetto che Comune e I Municipio smettano di lasciarsi influenzare da quello che appare un puro bluff e decidano di “vedere” mettendo così a tacere chi sta trasformando una questione di normale amministrazione in una guerra stellare.

     Il buon governo presuppone calma e ponderatezza; lasciarsi vincere dall’emotività derivante dalle pressioni dei media e dalle escandescenze di qualche esagitato non ha mai risolto i problemi bensì li ha sempre aggravati.

     Mi aspetto, come cittadino, che chi governa il territorio abbia e dia dimostrazione di sapere resistere a scomposte isterie da talebano veicolate da una stampa non sempre conscia che il dovere di cronaca non può mai essere sostituito dalla tifoseria di parte.

 

 

 

HOME PAGE