La nota di Marforio*

                                     

24.VI.2011

 

LA SPARTIZIONE

 

Dal Corriere della Sera, cronaca di Roma, di Venerdì 24 giugno apprendo che gli iscritti alla Confcommercio di Roma sarebbero 24.000 “sulla carta” e molti meno, quanto non è specificato, quelli “paganti” e cioè gli “effettivi”.

Poiché i posti nel consiglio di Amministrazione della Camera di Commercio, dovrebbero essere ripartiti tra le categorie produttive mediante assegnazione dei medesimi a quei rappresentanti Confederali che, in ragione del numero di aziende da loro organizzate per settore, garantissero una adeguata rappresentatività, si pone la questione di come tale rappresentatività sia dimostrata e dimostrabile dalle varie Confcommercio, Confesercenti e via dicendo.

Non deve sfuggire, infatti,  che la legittimazione ad amministrare le ingentissime somme confluite, in forza di contributi obbligatori per legge, nelle casse della Camera a fronte dei versamenti delle imprese operanti sul territorio, dovrebbe scaturire dalla congruità del numero realmente accertato e non meramente autocertificato come avviene oggidelle aziende rappresentate.

Qualora, come sta trapelando, il numero degli iscritti dovesse essere gonfiato (ricordo che in tutti gli statuti confederali il mancato pagamento delle quote associative fa perdere comunque la qualifica di iscritto) per un difetto di verifica e/o aggiornamento degli elenchi o, peggio ancora, se il sistema dell’autocertificazione fosse stato adottato per consentire un “accordo di sindacato” per dividersi il potere che deriva dall’amministrare il pingue bilancio della Camera di Commercio (parlo – se ancora non s’è capito – di denaro pubblico) ci troveremmo di fronte ad una “usurpazione” di poteri frutto di connivenza tra chi, aggirata ogni forma di democratica competizione, ha dato vita ad un accordo spartitorio nella migliore tradizione partitocratica.

Mi sembra di ricordare che il Consigliere Regionale radicale Giuseppe Rossodivita si sia occupato, recentemente, del problema avendo chiesto alla Camera di Commercio di Roma quali verifiche quest’ultima avesse fatto per controllare le autocertificazioni sul numero degli iscritti presentate dalle Confederazioni reclamanti posti nel Consiglio di Amministrazione; sarebbe interessante conoscere lo stato degli atti e, soprattutto, appurare quali atti ispettivi siano stati posti in essere.

Spero che questa mia susciti almeno curiosità tra i tanti bravi ex colleghi che popolano le redazioni dei quotidiani e non solo tra quelli che si occupano di cronaca locale.

Aspetto fiducioso…

 

 

 

 

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