La nota di Marforio*

                                     

31.III.2010

 

MA CHE TE RIDI?

 

Le foto scattate lunedì notte a Piazza del Popolo mostrano, sul palco, la Polverini commossa ed Alemanno esultante.

Ma che te ridi?

E’ questa la domanda che viene spontaneo rivolgere al Sindaco di Roma considerato che più del 54% dei suoi amministrati hanno votato per la Bonino, vale a dire per la candidata dei partiti oggi all’opposizione nel Consiglio Comunale capitolino.

Se questa non è una plateale bocciatura, implicita nella forma ma esplicita nella sostanza, ci si dica cos’è d’altro?

I romani oltre mostrarsi refrattari ai debordanti interventi del Cavaliere in favore della Polverini hanno anche fatto capire che i due anni dell’attuale sindacatura “nun je so piaciuti”.

La sostanziale continuità con la concezione veltroniana dell’amministrazione della città, fatta di annunci, affabulazioni e onirici deliri messi lì a coprire la collusione con palazzinari, poteri forti e con le gerarchie vaticane, ha amareggiato prima e deluso poi quanti con il loro voto “miracolarono” Alemanno ed il suo partito nell’ormai lontano 2008.

La scelta non sempre felice dei diretti collaboratori, gli assessori, è un altro motivo di doglianza di quanti si aspettavano una coraggiosa discontinuità.

In giunta siedono persone che per arroganza ed insipienza ricordano personaggi dell’ancien régime e che, come quelli, sono continua fonte di danni per la cosa pubblica e per le particolari sfere di competenza che, in forza della delega del sindaco, si presumono essere affidate, si fa per dire, alle loro “cure”.

Sulla punta della lingua ho tre o quattro nomi; per il momento glisso ma non è detto che nell’immediato futuro non torni in argomento per sputarli fuori.

Poiché sono stato uno di quelli che hanno creduto nella “svolta” ho il diritto, ritengo, di non trattenere la bile che mi si è andata accumulando dentro.

Se fossi solo, il Sindaco potrebbe dormire sogni tranquilli; con me invece c’è il 54% dei miei concittadini che nella stragrande maggioranza dei Municipi (17 su 19) ha votato contro il PDL non solo per esprimere il proprio gradimento nei confronti di Emma Bonino ma anche – se ne convinca il Sindaco – la propria disillusione nei confronti della giunta Alemanno.

Per amor di patria non parlo della vicenda Milioni e della mancata presentazione della lista; siamo in molti, ritengo, a conoscere come realmente si siano svolti i fatti e questi ultimi non depongono certo a favore della serietà, non solo politica, degli attori dell’autentico vaudeville recitato tra Campidoglio, Palazzo Grazioli ed il Tribunale di Roma.

Rimangono tre anni.

Buonsenso vorrebbe una riflessione approfondita e l’adozione di quei rimedi, ivi compreso un rimpasto di giunta, in grado di riportare fiducia tra gli elettori romani ed il loro Sindaco.

Una cosa deve Alemanno tenere per certa: il voto i romani glielo ridaranno solo se sarà in grado di “svoltare”.

 

 

 

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