La nota di Marforio*

                                     

12.IX.2008

 

NUN CE VONNO STA’!

 

Giovedì sera, Roma uno TV, da una parte Rampelli (AN) dall’altra un pallido, esangue Morassut (Ds) che si affanna a difendere, con argomentazioni prive di senso, la scellerata scelta veltroniana dello sventramento del Pincio.

         Chiaramente come fece anni fa il loro sodale Scalfaro anche i “veltrininon ci stanno.

         Arzigogolano e farfugliano che.. Alemanno ferma lo sviluppo della città... dimentichi del fatto che per sette anni, dando ascolto alle mattane degli esponenti di Lega Ambiente e degli altri “millennaristi” più o meno verdi hanno ridotto in brache di tela il commercio cittadino. Se n’è accorto persino l’ineffabile Giammaria, segretario provinciale della “sinistra” Confesercenti, che oggi – con il Centro Destra in Campidoglio – da sfogo alle sue lamentazioni denunciando la chiusura di 4.000 esercizi nell’ultimo anno, dimentico forse che sono poco più di 100 giorni da quando il nuovo assessore, Davide Bordoni, è stato insediato.

         Tornando a Morassut non sarebbe male  se finalmente si parlasse delle piazze e strade storiche romane sconciate, con il pretesto di restaurarle, dall’uso di basalto vietnamita posto in opera in modo non proprio magistrale.

         Una seria ed approfondita considerazione va fatta anche sugli appalti a monte di questi lavori di “rifacimento” che, come evidenziato in due denunce pendenti presso la Corte dei Conti (forse anche in Procura a Piazzale Clodio), non sono proprio, come direbbe il Catarella di Montalbano, per la quale.

Né va dimenticato che Morassut, in materia edilizia, è stato non un collaboratore bensì l’alter ego dell’ex sindaco Veltroni; pertanto ciò che può essere imputato al primo va, pari pari, anche a demerito di quest’ultimo.

         La vecchia canzone che dice che ciò che è stato è stato e che è meglio dimenticare il passato, potrebbe tornare oggi di moda se i “veltrini” la smettessero, una buona volta, di rivendicare  gli inesistenti meriti di una giunta che si è rivelata, dopo quella di “Pippo Pappa” (Filippo Cremonesi), la peggiore che Roma abbia mai dovuto subire.

         Non mi nascondo che il “mattone”, vale a dire l’edilizia sia tra le principali, se non la primaria componente del tessuto economico romano; Tuttavia bisogna smetterla di “inventarsi” lavori per “fare appalti”.

Roma, dopo trent’anni di sinistra imperante, di pseudo ecologismo devastante, ha un bisogno disperato di essere ripensata e riorganizzata, come complessa macchina economica, abbandonando le fumisterie di certa ideologia che mostra concretezza e capacità inventiva solo quando si tratta di fare spesa pubblica in favore di onlus, cooperative ed amici degli amici.

 

 

 

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