La nota di Marforio*

                                     

19.XI.2007

 

 

 

PIAZZA SAN BABILA COME PIAZZA SAN SEPOLCRO?

 

 

Qualcuno prima o poi, per demonizzare la mossa a sorpresa di ieri del Cavaliere, farà un paragone, forzato ma non del tutto inappropriato, con quel tal Benito Mussolini che nel 1919 fondò, sempre a Milano ma in Piazza San sepolcro, il Partito fascista.

Manca nell’iniziativa berlusconiana la componente epica che fu rappresentata, nel fascismo, dal reducismo e dall’arditismo e che degenerò, purtroppo, nello squadrismo.

Ciononostante un’analogia tra le cause che sono a monte dei due eventi è possibile rintracciarla. Il fascismo nacque anche e soprattutto come reazione ad un certo parlamentarismo parolaio ed inconcludente che aveva estenuato l’Italia e gli italiani.

Il male veniva da lontano; aveva avuto origine nel 1876 quando, caduta la “Destra” che aveva ormai esaurito il suo ruolo (risanamento del bilancio), il potere era passato ad una sinistra verbosa quanto famelica.

Fu l’inizio di una serie lunghissima di scandali di cui il più famoso, quello della “Banca Romana”, ha fatto epoca.

Da Crispi a Giolitti, passando per altri capi di governo fino a Facta, IL Paese perse fiducia nelle proprie istituzioni e vide nel giovane Mussolini, non ancora DUCE, il possibile rigeneratore della Nazione.

Oggi è sotto accusa il “Palazzo”, vale a dire il ricettacolo di una casta i cui bramini sono capo partiti e quanti altri hanno preso a fare e fanno politica per perseguire, dimentichi del pubblico bene, utili del tutto personali.

E’ per questo che se Berlusconi chiamerà a raccolta gli italiani, questa volta senza dar conto ad alleati riottosi e sleali, per cambiare la Costituzione che, afflitta com’è dall’origine cattocomunista, non è mai stata in grado di assicurare agli italiani le garanzie che uno Stato laico, liberale e moderno deve ai propri cittadini, per rigenerare, dalle fondamenta, una Pubblica Amministrazione che oggi lavora “contro” e non “per” gli abitanti di questa Paese; per smantellare un sistema fiscale mostruoso sostituendolo con una flat tax che ridia serenità a tutti; per creare un sano regionalismo che non disgreghi ciò che i nostri padri hanno unito; se questo, insomma, sarà il programma del “Partito del popolo” gli italiani, almeno quelli – e sono maggioranza – che hanno la mente sgombra da fumisterie ideologiche, non faranno mancare il loro appoggio al Cavaliere.

FORZA SILVIO!

 

 

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