La nota di Marforio*

                                     

20.IX.2010

 

QUALE COERENZA?

 

     Francamente spiace l’infortunio capitato, in coincidenza con la stroncatura della sua candidatura alla presidenza della Camera di Commercio di Roma, a Cesare Pambianchi che si vede indagato dalla Procura della Repubblica per un reato di natura fiscale assieme ad un’altra settantina di professionisti ed imprenditori.

     L’interessato ha subito respinto ogni responsabilità penale affermando di essere finito nei gorghi dell’inchiesta per la consulenza e l’assistenza professionale – quale commercialista – fornita alla CONAD.

Fin qui i fatti come raccontati dalle cronache; l’onere di far luce ed eventualmente giustizia rimane di stretta competenza della magistratura.

       Non posso, però, astenermi da una logica quanto ovvia considerazione: Cesare Pambianchi, Presidente della Confcommercio romana, ha da sempre rivendicato il ruolo di paladino delle piccole e piccolissime aziende commerciali tuonando – con vasta eco nelle pagine dei quotidiani cittadini – contro il dilagante avanzare della Grande Distribuzione colpevole di fare strame dei cosiddetti esercizi di vicinato.

     Orbene lo stesso Pambianchi – ipse dixit – si dichiara ora sollecito ed attento curatore degli interessi della CONAD che, di tutta evidenza, non coincidono con quelli della maggioranza degli iscritti Confcommercio.

Qualcosa non quadra!

Mi chiedo, infatti, come facciano il Presidente Pambianchi ed il Commercialista Pambianchi a tutelare, ad un tempo, interessi tanto divergenti.

    L’uno e l’altro sono innegabilmente la stessa persona e, quindi, come dice il Vangelo non potrebbero essere contemporaneamente servi di due così diversissimi padroni.

    Che il Presidente della potente Confederazione romana, facendo uso della eccezionale bravura che lo distingue (vedere le attestazioni ammirate che gli ha prodigato il sindaco Alemanno) riesca a smentire persino il Vangelo è cosa miracolosa che non va assolutamente sottaciuta.

     Io, però, se fossi uno dei ventiquattromila iscritti – autocertificati e da nessuno mai verificati – alla Confederazione di via Properzio, qualche domanda sulla coerenza comportamentale e conseguente opportunità della permanenza del Dottor Cesare Pambianchi alla testa della mia organizzazione di appartenenza comincerei a pormela.

O no?

 

 

 

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