La nota di Marforio*

                                     

13.II.2008

 

 

  

…TANTAE MOLIS ERAT…

 

 

         Quando in televisione ho assistito alla rinuncia in diretta di Franco Frattini a porre la propria candidatura a Sindaco di Roma, sono rimasto di sasso. Poi ho provato rabbia e disgusto per un rifiuto che sa di egoismo e di assoluta mancanza di civismo. Questo per quanto riguarda il “politico” e “romano” Frattini, discorso più serio va fatto per Forza Italia e per la disattenzione da questo partito sin qui mostrata per Roma e, a dire il vero, anche per Napoli.

         Sembra che la Capitale d’Italia e quella del Sud siano state “appaltate” dal Cavaliere ad Alleanza Nazionale che per motivi facilmente intuibili su Roma sconta l’irriducibile opposizione della forte ed influente comunità ebraica e su Napoli non dispone del necessario reticolo clientelare che in questa città necessita per assicurare qualsivoglia successo elettorale.

         Questa situazione, ove si protraesse anche nell’imminente tornata elettorale per il Comune di Roma, provocherebbe quasi certamente un senso di rigetto nei confronti del PDL da parte degli elettori romani e ciò avrebbe seri effetti negativi anche sulla tornata elettorale nazionale.

         C’è da chiedersi infatti, almeno dovrebbero farlo gli strateghi di Forza Italia, perché mai i romani – tenuti in così poca considerazione da questo partito – dovrebbero continuare a votarlo.

         Personalmente dispero che persino il portiere di Palazzo Grazioli possa mai leggere queste righe ma se, per un caso impensabile, quanto vado scrivendo capitasse sotto gli occhi di chi cura la campagna elettorale del PDL vorrei far presente che continuare a privare Roma di una candidatura realmente di peso e credibile avrebbe con certezza conseguenze spiacevoli per Forza Italia.

         Sempre più sento dire dai miei amici “moderati” che non merita andare a votare per candidature sicuramente perdenti; meglio la gita ai castelli.

         Né voglio pensare che Roma, l’abbandono di Roma da parte del Cavaliere, costituisca una “prova d’amore” tra lui e Veltroni.

         Sono tra i pochi che continuano a non credere nell’ircocervo “Veltrusconi” e proprio per questo mi chiedo perché mai Berlusconi, gran scopritore di talenti, non riesca a trovare un personaggio in grado di competere validamente con “i soliti noti” della sinistra romana.

         E’ dal ‘975, dalla Giunta Argan, che la nostra città, salvo brevi parentesi, assapora il regime – pervasivo e clientelare – che è connaturato alla sinistra quand’è al potere. Proprio per questo è giunto il momento di dire al Cavaliere che faccia uno sforzo e tiri fuori dal cilindro un personaggio alla Moratti, uno di poche chiacchiere e di tanti fatti, che dia finalmente a Roma un’amministrazione diversa da quella che ha saputo solo produrre estati più o meno romane, settimane del cinema e notti bianche.

 

 

 

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