La nota di Marforio*

                                     

27.II.2009

 

TIZIO, CAIO E SEMPRONIA

 

Tizio, per sua sfortuna è proprietario di un caffè in una delle piazze storiche della nostra città ed, essendo titolare di concessione di suolo pubblico, ha istallato le bellissime borchie metalliche che la Giunta del I Municipio – sempre attenta alla sostanza delle cose – gli ha imposto, motu proprio, di adottare.

Un giorno di pioggia, Caio, aitante settantenne, inciampa o scivola su una delle predette borchie e, cadendo a terra, batte il capo e si frattura l’anca.

Arriva l’autoambulanza e Caio, sollecitamente soccorso da Tizio che ha assistito all’accaduto, va in ospedale.

Dopo tre giorni Caio muore per una emorragia interna  dovuta alle lesioni riportate alla testa a seguito del trauma subito.

Sempronia, moglie cinquantenne di Caio, che aveva già intenzione di procedere contro Tizio per lesioni gravi colpose, lo denuncia per omicidio colposo e si costituisce parte civile chiedendo danni per un importo a sei zeri (Caio, in vita, è stato un valente professionista con un reddito altissimo).

Tizio, al termine del processo di primo grado, si ritrova una condanna sul groppone che comporta anche il pagamento di una ingentissima provvisionale.

Direbbe chiunque che in fondo Tizio avrebbe corso lo stesso rischio con qualsiasi altro elemento dell’arredamento del suo locale.

Non è così!

Le borchie, a differenza delle stigliature interne ed esterne, sono IMPOSTE da un atto autoritativo del Municipio e quindi Tizio si è dovuto “conformare”, senza avere altra scelta e nessuno dei politici promotori dell’atto si è preoccupato, come ogni buon padre di famiglia avrebbe fatto, delle conseguenze che dal provvedimento sul piano civilistico e penale sarebbero potute scaturire.

E’ notorio che i politici, direte voi che leggete, non sanno quel che fanno, figuriamoci poi quel che scrivono!

D’accordo ma il problema all’apparenza paradossale, è serio e reale e va attentamente  considerato.

Permettetemi inoltre di dire che fin quando non troverà adeguata soluzione, nessuno potrà dar torto a Tizio che, rimosse le borchie, s’è munito di un robusto tortore in attesa che prima o poi passi uno di quelli che l’hanno messo nell’infernale pasticcio sopra descritto.

Meditate gente!

  

 

 

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