La nota di Marforio*

                                     

6.VI.2008

 

 

  

VIAM PALANTES QUAERERE…

 

Affannati cercano la propria strada” è questa l’impressione suscitata da numerosi componenti la nuova Giunta comunale; fanno eccezione il Sindaco e gli assessori Bordoni e Croppi che hanno infilato, senza esitazione alcuna e da subito, la strada giusta.

Alemanno, senza riguardo o solidarietà di casta, ha inchiodato il predecessore alle proprie responsabilità ed a quelle che comunque risalgono alla sinistra che per trent’anni – fatte salve poche e brevi interruzioni – ha gestito il potere a Roma.

L’Assessore alle Attività Produttive ha lanciato il giusto messaggio che i piccoli e medi operatori del commercio e del turismo attendevano dopo le persecuzioni “neroniane” del duo Veltroni – Lobefaro.

 Croppi, uomo di parte ma soprattutto di cultura, ha stoppato il rinnovo stagionale di quella Kermesse del cattivo gusto che per lunghi anni ha afflitto le notti estive della città con una miriade di eventi che hanno contribuito potentemente a degradare l’immagine di Roma giovando, invero, alle finanze di “impresari” ed “organizzatori” senza precisa fisionomia e, sia detto per inciso, quasi sempre privi di codice fiscale o partita IVA.

Mi aspetto, tramontate che siano le stagioni effimere, minimaliste e – diciamolo – trucide inaugurate da Niccolini e proseguite da Borgna, che la lirica, la prosa ed altri grandi eventi, immaginati e diretti non da polli della batteria PCI/PDS/DS  bensì da professionisti seri e preparati vengano, ben vengano, a dar corpo al palinsesto – tutto da ristrutturare – delle future notti romane.

Delle esitazioni e delle incertezze degli altri assessori ho già detto; voglio, però, citarne uno in particolare che, per essere preposto alla mobilità, ha per le mani la madre dei problemi che affliggono la città.

Sergio Marchi è un giovane perbene, un galantuomo di stampo liberale a cui si è comandato, come nella Bibbia a Daniele, di calarsi nella fossa dei leoni.

Tale è, infatti, il VII Dipartimento (Mobilità e Trasporti) da sempre la Stalingrado, il caposaldo militarmente presidiato, della sinistra nell’amministrazione comunale romana.

Non a caso in Via Capitan Bavastro si sono succeduti TOCCI, il fanatico comunista attuatore della collettivizzazione forzata del trasporto cittadino e, dopo la non lunga parentesi dell’ambientalista Mario Di Carlo, il diessino Mauro Calamante, algido burocrate in stile Comintern  e scrupoloso esecutore delle volontà veltroniane.

Marchi, nell’affrontare il problema ZTL, è sembrato e sembra voler fare opera di mediazione tra le esigenze degli operatori economici e le pretese dei residenti.

A mio avviso la materia non può essere mediata; la soluzione al problema della mobilità cittadina e a quella del Centro in particolare, necessitano di scelte coraggiose che non possono consistere in pannicelli, che per essere tali, scontentano tutti.

L’argomento è complesso e mi propongo di tornarci su nei prossimi giorni.

Fin d’ora, però, ritengo doveroso precisare che tutte le soluzioni adottate e sperimentate hanno fallito e che la mobilità ed il complesso sistema del trasporto cittadino richiedono misure che tengano nel dovuto conto gli interessi dei cittadini TUTTI.

Sarà necessario quindi studiare quanto fatto in materia in altre città come Milano, Londra o Berlino ed archiviare definitivamente i comportamenti di coloro che, di sinistra o di destra, per interessi di bottega elettorale, si sono fatti e si fanno paladini di interessi egoistici che nulla hanno a che fare con l’utile pubblico.

A presto.

 

 

 

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