La nota di Marforio*

                                     

2.VII.2008

 

 

 

ZTL OVVERO DELL'INGIUSTIZIA

 

Avevo anticipato che sarei tornato sull’argomento della mobilità e su quello, strettamente connesso, delle ZTL.

         L’Assessore De Lillo, mi piace pensare dando in materia ascolto a quanto pioneristicamente postulato dalla AOPECS, si è detto disposto ad importare l’ECO PASS a Roma; spero che anche l’Assessore Marchi, una volta superata la resistenza di arcobaleni e rifondaroli vari di cui i suoi uffici sono gremiti, sia dello stesso avviso.

         Sarebbe, lo dico convintamente, una prova di quella sensibilità civica di cui si è mostrata totalmente priva la passata Amministrazione.

         Doverosamente chiarisco: l’ECO PASS, essendo misura alternativa, rende totalmente superate le ZTL con cui la Giunta Veltroni ed i minisindaci dei Municipi interessati, intenzionati a dar vita ad una scambio elettorale, hanno titillato il basso ventre di chi in Centro, per propria libera scelta, vive.

         Il PD, diciamo pane al pane, ha inteso garantire ai residenti alcuni privilegi in cambio di una fidelizzazione che ha dato copiosi frutti in termini di voti.

         Quanto sopra in danno dei rimanenti cittadini che, nonostante fossero romani, si sono visti precludere gli accessi al Centro della loro città con l’erezione di un muro (certi vizi sono duri a morire) non di mattoni ma virtuale.

         Trovo giusto che il Centro sia salvaguardato e che, quindi, si adottino misure per limitarvi l’entrata.

         L’ECO PASS risponde pienamente allo scopo perché NON discrimina e non VIETA l’accesso in Centro bensì lo rende ONEROSO essendo equo che chiunque ne utilizzi il territorio contribuisca alla manutenzione del medesimo.

         I proventi dell’ECO PASS, quindi, saranno da intendersi come una vera “tassa di scopo” e non dovranno più scomparire in buchi neri quali in passato sono stati la STA od altre società la cui ragione d’essere è quasi sempre sfuggita ai più.

         Sono pronto a confrontarmi con chiunque per dimostrare la fondatezza di quanto sopra da me affermato; mi auguro – absit iniuria verbis – che l’Assessore Marchi, dopo la pronuncia del suo collega De Lillo, dia prova di quel decisionismo e di quella capacità d’innovazione che i tre milioni e passa di cittadini romani si aspettano da Lui.

 

 

 

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