La nota di Marforio*

                                     

15.VI.2011

 

MEDIOEVO PROSSIMO VENTURO?

 

     Gli eventi di questi giorni mi spingono ad uscire dal mio letargo di ottuagenario e tornare ad occuparmi – con la petulanza dei vecchi – dei casi del Bel Paese.

     Per meglio comprendere quanto dirò sarebbe opportuno – cari i miei 25 lettori – che andaste a rivedere le note che, più di un anno fa quando nessuno sembrava porsi il problema, ebbi modo di buttare giù (Il Big Bang prossimo venturo/Finis Rei Publicae/La Dodicesima ora).

     Non accampo meriti e, anche per non passare da iettatore, mi guardo bene dall’affermare: l’avevo detto!

     Sono ragionevolmente certo che la cura Monti (stamane la borsa ha aperto con lo spread a 420 punti) servirà a spegnere l’incendio dei nostri titoli di stato sui mercati mentre a poco varrà contro l’esplosione istituzionale che la bomba – innescata dalla Lega con il ritorno alla secessione come obiettivo della propria politica – rischia di produrre.

     E’ per questo, a mio sommesso avviso, che il Presidente Napolitano ed il Presidente Monti dovrebbero incominciare a pensare a come affrontare il problema di una compagine statuale che il collante della vecchia Costituzione non tiene più insieme.

     La soluzione che a me appare obbligata è quella di una fase costituente che porti ad una nuova Entità (Confederale su base Regionale) retta da una Carta che incorpori – senza giulebbe ideologiche cattocomuniste – i principi fondanti di un nuovo patto sociale.

     I nodi da sciogliere, vale a dire quelli che oggi imprigionano dalle Alpi al Lilibeo la vita nazionale, sono noti ma giova ricordarli sia pure sommariamente:

-        Il feroce ed egoistico corporativismo delle caste

-        La partitocrazia ovvero l’esaltazione della fazione a scapito della nazione

-        La usurpazione dei poteri e la lotta che ne consegue tra legislativo, esecutivo e la magistratura

-        La mano morta di una burocrazia irresponsabile e corrotta il cui fine è quello di sopraffare sempre e comunque il comune cittadino

-        L’avversione ed il conseguente disconoscimento di ogni forma di iniziativa privata e di salvaguardia della proprietà privata

-        La negazione sistematica del principio di responsabilità e di ogni forma di meritocrazia.

     Se nulla sarà fatto, se si continuerà ad adorare come un feticcio l’attuale costituzione, il risultato ultimo sarà la disgregazione dell’Italia che tornerà ad essere la terra dei Comuni e delle Città Stato.

     Dico questo perché la Repubblica Padana stessa non potrebbe comunque nascere e sussistere essendo, per come la vorrebbero i leghisti bossiani, un ircocervo composto da realtà con radici storiche diversissime e tra loro incompatibili.

     Vedete Voi i discendenti della Serenissima lasciarsi governare dai Lombardi? E’ possibile concepire che gli ex appartenenti allo stato sabaudo accettino la primazia degli Emiliani? La risposta non può essere che negativa ed allora – prendendo atto che l’attuale situazione non è più sostenibile – Napolitano e Monti comincino a fare un pensierino su come salvarci tutti da un ritorno all’Italia preunitaria o, peggio ancora, a quella medievale.

 

 

 

 

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